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Ore: 3 ore
Numero massimo di partecipanti: 30
Location: LA REGGIA DI PORTICI
Prezzo: 23,00
Rate:
Number Tours: Data:
LA REGGIA DI PORTICI
SI VISITERANNO:L’APPARTAMENTO REALE
LA STANZA DELLE CINESERIE
SCALONE MONUMENTALE
MUSEO ERCOLANESE
ORTO BOTANICO
BOSCO INFERIORE
CAPPELLA REALE
Se rientriamo con i tempi, dopo la visita alla Reggia, visiteremo la Chiesa annessa al Convento di Sant’Antonio, edificio religioso più antico di Portici.
La Reggia di Portici è tra i più splendidi esempi in Europa di residenza estiva della famiglia reale borbonica e della sua corte. Posta alle pendici del Vesuvio ha un bosco superiore, originariamente dedicato alla caccia, ed uno a valle, di tipo più ornamentale, esteso fino al mare.
La Reggia fu costruita nel 1738 per volere del re di Napoli, Carlo di Borbone, e della moglie, Amalia di Sassonia, affascinata dai paesaggi del Sud. Lavorarono alla sua realizzazione ingegneri, architetti e decoratori, da Giovanni Antonio Medrano ad Antonio Canevari, da Luigi Vanvitelli a Ferdinando Fuga; per la decorazione degli interni operarono, Giuseppe Canart, Giuseppe Bonito e Vincenzo Re, per il parco e i giardini Francesco Geri.
Il sito di Portici, prescelto da re Carlo per motivi paesistici e per le risorse adatte alla caccia, si rivelò profondamente intriso di memorie sepolte: ad ogni scavo della terra, necessario per la realizzazione delle nuove costruzioni, qualche meraviglia del passato riemergeva alla luce. I reperti, provenienti dalle città sepolte di Ercolano e Pompei, si rivelarono ricchi e numerosi e furono sistemati nelle stanze della Reggia. Ben presto i reperti formarono una delle raccolte più famose al mondo e diedero vita all’Herculanense Museum, inaugurato nel 1758 e meta privilegiata del Grand Tour. Per accedere alla Reggia dal mare, nel 1773 fu costruito il porto del Granatello.
Nei primi anni dell’Ottocento le collezioni di archeologia furono trasferite a Napoli e costituirono il nucleo dell’attuale Museo Archeologico Nazionale.
Durante il Decennio francese (1806–1815) la Reggia fu oggetto di interventi di rinnovo dell’apparato decorativo con la trasformazione di alcuni ambienti del piano nobile. Il sovrano, Gioacchino Murat, li fece arredare con nuovo mobilio secondo il gusto dell’Impero francese…

contributo organizzativo Soci 23 euro comprensivi di bigl

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